Don Giuseppe Giovinazzo, 53 anni, tesoriere del Santuario di Polsi, più famoso come “La Madonna della montagna”, è stato ammazzato da un commando che lo ha stretto in un fuoco incrociato. Da un lato, un killer con un fucile caricato a pallettoni di lupara; dall’altro, una micidiale pistola parabellum: per il prete non c’è stato scampo. Il parroco, alcuni mesi prima di essere ucciso, aveva incontrato Angela Casella, la madre del giovane Cesare che in quel periodo si trovava ancora nelle mani dei suoi sequestratori, nascosto in una prigione sull’Aspromonte. Una delle ipotesi prese in considerazione, fu quella di un omicidio ”preventivo”. La ‘ndrangheta, cioè, ipotizzarono gli inquirenti, aveva ucciso il parroco per evitare che potesse interferire in qualsiasi modo nel sequestro Casella. Le indagini, comunque, non portarono all’identificazione ne’ degli autori ne’ dei mandanti del delitto.