La frase di Genco Russo, storico e potente capomafia siciliano (“Quando ci sono troppi cani sopra un osso, beati quelli che stanno lontani”) è l’unico brandello di informazione trapelata da quella riunione segretissima, che cambio il corso della storia di Cosa nostra e della Sicilia per sempre, perchè da un lato portò la mafia alla conquista di una ricchezza immensa, e dall’altro lato segnò l’inizio – come aveva previsto Genco Russo – di una guerra senza quartiere tra i boss di Cosa nostra per il controllo del traffico internazionale di droga, con l’emegere della feroce componente dei “corleonesi” di Riina. Giuseppe Genco Russo fu il “capo dei capi” della mafia in Sicilia, successore di Calogero Vizzini. Giuseppe Genco Russo morì tranquillamente a casa sua all’età di 83 anni nel 1976. Il ritratto di Genco Russo e di altri boss è in “Gli uomini del disonore” di Pino Arlacchi (Il Saggiatore, 2010).