Leggi l’approfondimento su http://www.zonedombratv.it

Nel libro è riportata una lettera a Peppino Impastato scritta da Giuseppe Gatì, giovane siciliano impegnato nel mondo dell’antimafia e che riuscì a contestare ad Agrigento, qualche giorno prima di morire, Vittorio Sgarbi per difendere il magistrato Gian Carlo Caselli. Gatì è morto fuliminato nel caseificio di famiglia. Tutti i suoi scritti, i suoi pensieri  e il suo diario sono disponibili nel sito www.lamiaterraladifendo.it