Soprannominato “la tigre’’ per le sue doti di astuzia e ferocia, nacque all’interno di una famiglia di consolidata tradizione mafiosa. Nel 1975 divenne il capo di Cosa Nostra nella provincia di Caltanissetta e membro attivo della commissione regionale. Tre anni dopo sarà assassinato da una fazione opposta, quella dei Corleonesi di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano. La sua morte segnò l’inizio della cosiddetta Seconda Guerra di Mafia. Si scontrò duramente con i Corleonesi sull’uccisione del Colonnello dei Carabinieri, Giuseppe Russo, avvenuto il 20 agosto del 1977. Russo, che secondo i Corleonesi era confidente dello stesso Di Cristina, fu ammazzato senza il consenso della Commissione, la quale si era opposta alle richieste di Riina e di Provenzano.