Il 27 Luglio è ucciso a Catania in un agguato di chiaro stampo mafioso il responsabile della sezione anti estorsioni della Questura di Catania, l’ ispettore capo Giovanni Lizzio, 47 anni. Fu ucciso da due sicari che gli spararono a bordo di una moto di grossa cilindrata mentre in auto era fermo al semaforo. Il movente venne ricercato nella strategia della tensione di Cosa nostra nella Sicilia orientale dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Per l’omicidio l’unico condannato all’ergastolo è stato il capomafia Nitto Santapaola, ritenuto il mandante del delitto.

Dell’inchiesta sull’uccisione su occupò l’allora sostituto procuratore della repubblica Nicolò Amato. L’ uccisione di Lizzio avvenne mentre a Catania era in corso un vertice dei prefetti della Sicilia orientale per mettere a punto con gli ufficiali dell’esercito, l’utilizzazione delle forze armate contro la mafia.

Nel 2009 la corte d’assise di Catania ha assolto per insufficienza di prove Filippo Branciforte e Francesco Di Grazia, due personaggi che secondo l’accusa avrebbero fatto parte del commando che uccise Lizzio. Per tutti e due il pm Francesco Puleio aveva chiesto la condanna all’ergastolo, così come per altri componenti il gruppo di fuoco che, invece, sono stati giudicati e condannati col rito abbreviato.

Prima di prestare servizio alla sezione anti estorsioni Lizzio era stato per dieci anni uno degli investigatori di punta della sezione omicidi della squadra mobile di Catania.