Il testo riportato nel libro (p. 387) è tratto dall’articolo di Maurizio Crosetti per la Repubblica del 9 Giugno 2013, Giuanìn, il paziente zero che per primo sfidò l’Eternit. Nel 1901 viene brevettato il cemento – amianto chiamato “Eternit”. L’Eternit apre in Italia nel 1906: a Casale Monferrato, a Cavagnolo, a Rubiera e a Bagnoli. Negli anni cinquanta si iniziano a scoprire gli effetti nocivi dell’amianto, le cui fibre si depositano nei polmoni. Ho il cuore / d’amianto / e più nessuna / mai più / l’accenderà, cantava nel 1975 Christian De Sica in L’elefante non dimentica, sigla di un programma Rai da lui presentato. La comunità scientifica nel 1976 attesta che l’amianto è cancerogeno- L’Eternit Italia chiuderà dieci anni dopo. Nel 1981 inizia la battaglia legale degli operai contro l’Eternit. In Italia la legge che vieta l’estrazione, l’importazione, produzione e messa in commercio dell’amianto è del 1992. Nel 2009 comincia il processo a Torino contro gli amministratori dell’Eternit. Vengono condannati in appello, nel 2013, a dicotto anni, per disastro ambientale colposo, e a risarcire le vittime e le loro famiglie con 50,6 milioni di euro. Le vittime accertate a Casale sono 2288 tra operai e cittadini. Ancora oggi l’Eternit provoca in Italia 2000 morti l’anno, e a Casale si registrano nuovi casi. Silvana Mossano, Laura Curino hanno scritto Malapolvere. Una città si ribella ai «signori» dell’amianto. Veleni e antidoti per l’invisibile.