Come racconta Enrico Deaglio nel libro “La banalità del bene” del 1994, Perlasca nel 1944 salvo’ 5000 ebrei ungheresi. Stralci dal libro di Enrico Deaglio:”Era l’autunno del 1989. A fine settembre, su diversi quotidiani italiani, nello spazio accordato alle ‘notizie brevi’ era stato segnalato che a Gerusalemme era stato insignito di prestigiose onorificenze statali un cittadino italiano, il signor Giorgio Perlasca, di 80 anni, che nel 1944 a Budapest era riuscito a salvare migliaia di ebrei ungheresi destinati alla deportazione dei campi di concentramento. Poche righe aggiungevano che la sua vicenda era rimasta sconosciuta per quasi mezzo secolo ed era venuta alla luce in seguito alla tenace ricerca condotta da alcuni sopravvissuti; altrettante poche e vaghe righe venivano spese per accennare al contesto dei fatti: il signor Perlasca si era fatto passare per un diplomatico spagnolo e in questa veste era riuscito a portare avanti la sua opera di salvataggio. Era stato un commerciante di carni bloccato a Budapest dall’8 settembre. Internato insieme ad altri italiani, era riuscito a fuggire e si era trovato nella capitale ungherese nel vortice finale della guerra, solo e senza documenti. Aveva trovato rifugio nella sede diplomatica spagnola e dall’ambasciatore aveva ricevuto un falso passaporto e si era messo al servizio di un programma umanitario di salvataggio degli ebrei che la Spagna conduceva insieme ad altre legazioni di Paesi neutrali e alla Croce Rossa Internazionale. Ma poi era successo che l’ambasciatore aveva improvvisamente lasciato l’Ungheria e lui, che avrebbe dovuto pensare solamente a salvare la pelle,si era autonominato nuovo rappresentante della Spagna di fronte al governo filonazista ungherese. E cosi’, come autorevole rappresentante di una nazione neutrale, aveva assicurato protezione a piu’ di cinquemila ebrei ungheresi, nascondendoli in edifici posti sotto la giurisdizione spagnola, trattando con i nazisti che li volevano deportare, salvandoli dalle bande di fanatici ungheresi che li voelvano uccidere. Un ‘magnifico impostore’. Che poi, finita la guerra, era tornato a casa e ripreso la vita di sempre, fino a quando qualcuno si era ricordato di lui e lo aveva rintracciato. Convocato a Budapest gli avevano conferito l’ordine della Stella d’Oro e Gerusalemme ha un albero nel Parco dei Giusti. Giorgio Perlasca e’ morto la mattina del 15 agosto 1992 per infarto cardiaco nella sua casa di Padova”.