L’avvenimento è un incubo per Milano, l’Italia, il mondo, scosso ancora dall’attentato alle Torri Gemelle. Secondo questa la ricostruzione del Corriere della Sera, del 22 Aprile 2002, «l’incubo e la tragedia sono stati causati da un malinteso, da un equivoco, da un abbaglio, assurdi, al limite della credibilità». Diversa la ricostruzione di Giuseppe D’Avanzo su La Repubblica del 19 Aprile 2002: «C’era un premio d’assicurazione in ballo?», chiedono ora ai figli del pilota. Il retropensiero di chi indaga è alquanto chiaro. Gino Fasulo – lo conferma il figlio – aveva imponenti difficoltà economiche. Decide di risolverle con la morte senza dimenticare il futuro della famiglia. Programma così la sua uscita di scena. Il pilota dell’Air Commander vola da Locarno (Agno) verso Milano (Linate), dove prevede uno scalo tecnico prima di rientrare di nuovo in Svizzera. A Linate simula l’avaria. Non segue le istruzioni della torre di controllo. Scompare alla vista dei radar. Riappare «allineato» contro il Pirellone. Ma l’inchiesta dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, disponibile on line sul sito www.ansv.it, esclude ogni ipotesi di attentato.