La frase è tratta dall’ultimo tema in classe del ragazzino. E’ il 21 febbraio 2001. Novi Ligure, un paese in provincia di Alessandria, diventa protagonista di un gravissimo fatto di cronaca, un delitto atroce ed inspiegabile commesso da due ragazzi ancora minorenni, Erika De Nardo e Mauro («Omar») Favaro. Alle ore 21.07 di quella sera Erika, sedici anni, esce in pigiama dalla villetta in cui abita, sconvolta e con gli indumenti sporchi di sangue. Dopo aver fermato una macchina che passa di lì per caso, racconta alle due donne a bordo che ha lasciato in casa sua madre riversa a terra senza vita, aggredita da un uomo che lei stessa ha visto fuggire via. Interrogata dai Carabinieri, la ragazzina specifica che l’uomo che ha visto scappare via è un extracomunitario. Dopo qualche ora la versione dei fatti fornita da Erika crolla miseramente: nessun vicino di casa ha visto estranei in zona, né vi è alcuna traccia della fuga dell’uomo. Le armi utilizzate per uccidere poi, appartengono alla famiglia (si tratta di due coltelli da cucina). Le vittime dell’efferato delitto compiuto da Erika ed il “fidanzatino” Omar sono due: Susy Cassini, 45 anni (madre di Erika) e Gianluca De Nardo, 12 anni (fratello di Erika). Secondo la ricostruzione dell’episodio, il povero Gianluca sarebbe stato eliminato in quanto “testimone scomodo”, per aver assistito alla brutale uccisione della mamma ad opera dei due ragazzi. In commissariato i due ragazzini si accusano a vicenda, ma dalla dinamica dell’episodio si evince che entrambi hanno partecipato attivamente al delitto, causando la morte violenta delle due vittime. I due hanno premeditato il delitto in maniera assolutamente lucida, si tratta di un progetto elaborato nei minimi particolari. Il Tribunale dei Minorenni di Torino condanna rispettivamente Erika ed Omar a 16 e 14 anni di reclusione. Omar Favaro esce dal carcere il 3 Marzo 2010, grazie all’indulto e agli sconti di pena per buona condotta. L’anno dopo (il 5 dicembre 2011) viene rimessa in libertà anche Erika, che, conseguita la laurea nel 2009, dichiara di volersi fare una famiglia e ricostruirsi una nuova vita.