Giancarlo Siani (1959) è stato giornalista “giornalista”. Non è una ripetizione, è come viene definito in una scena del film che racconta la sua storia, “Fortapasc” di Marco Risi: “Ci stanno due categorie, ci stanno i giornalisti giornalisti, e i giornalisti impiegati…questo non è un Paese per giornalisti giornalisti…”. I versi invece sono di una canzone di Pino Daniele, “Io vivo come te”. Il 23 settembre 1985, appena giunto sotto casa sua con la propria Citroën Méhari, Giancarlo Siani venne ucciso. Il 15 aprile del 1997 la seconda sezione della corte d’assise di Napoli ha condannato all’ergastolo i mandanti dell’omicidio (i fratelli Lorenzo, poi morto, e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante detto Maurizio) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core). Alessandro Siani ha scelto il suo nome d’arte in suo omaggio (infatti il vero nome dell’attore e regista napoletano è Alessandro Esposito). Nel 1999 è stato realizzato un cortometraggio sulla vicenda di Giancarlo Siani, dal titolo Mehari, diretto da Gianfranco De Rosa, per la sceneggiatura del giornalista napoletano e amico di Siani, Maurizio Cerino. Protagonista Alessandro Ajello, con la partecipazione di Nello Mascia. Nel 2004 è uscito nelle sale cinematografiche il film E io ti seguo di Maurizio Fiume, interpretato da Yari Gugliucci. Nello stesso anno è stato istituito il Premio Giancarlo Siani dedicato a giornalisti impegnati sul fronte della cronaca. Dal 2005 il Teatro Diana di Napoli mette in scena ogni anno uno spettacolo teatrale che vede Siani protagonista (insieme ad altre vittima della camorra) intitolato Ladri di sogni. Il sito web è www.giancarlosiani.it.