Il sito ufficiale è http://www.gianmariavolonte.it/. Attore versatile e incisivo, Volonté – considerato uno dei più grandi attori del cinema italiano – è ricordato per la presenza magnetica e la recitazione matura, ma non priva di accenti aggressivi e istrionici; ottenne la fama internazionale interpretando ruoli da «cattivo» in due spaghetti western di Sergio Leone (Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più) dopodiché divenne un attore-simbolo del cinema d’impegno civile italiano di registi quali Francesco Rosi (Uomini contro, Il caso Mattei, Lucky Luciano, Cristo si è fermato ad Eboli, Cronaca di una morte annunciata), Giuliano Montaldo (Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno), Elio Petri (A ciascuno il suo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, La classe operaia va in paradiso, Todo Modo) Damiano Damiani, (Io ho paura), Carlo Lizzani (Banditi a Milano), Gianni Puccini (I sette fratelli Cervi), Marco Bellocchio (Sbatti il mostro in prima pagina), Francesco Maselli (Il sospetto), Giuseppe Ferrara (Il caso Moro), Luigi Comencini (Il ragazzo di Calabria), Gianni Amelio (Porte aperte). Fu Gian Maria Volontè a consentire la fuga dall’Italia di Oreste Scalzone, il leader di Autonomia Operaia coinvolto nelle inchieste sugli «anni di piombo» . Scalzone, riparato in Francia nell’ inverno 1981, compì il primo tratto della sua fuga fino alla Corsica proprio sulla barca di Volontè. «È stato, e resta, uno dei più grandi attori del cinema mondiale». Il regista Francesco Rosi ha definito così Gian Maria Volontè nel documentario biografico Un attore contro: lo stesso avevano detto di lui altri due registi come Orson Welles e Ingmar Bergman.