Fortugno è stato assassinato mentre era vicepresidente del consiglio regionale della Calabria. Il 16 ottobre 2005 a Locri, nel giorno delle primarie dell’Unione, è stato ucciso all’interno del seggio da un killer a volto coperto, con 5 colpi di pistola. Ai funerali ha partecipato anche Carlo Azeglio Ciampi, allora presidente della Repubblica. Negli stessi giorni migliaia di studenti scendono in piazza a manifestare contro l’uccisione del politico e contro la ‘Ndrangheta. Nasce «Ammazzateci tutti». Gli subentra in Consiglio Regionale Domenico Crea, un politico che, secondo l’accusa, era al servizio delle famiglie della ‘Ndrangheta. Crea viene arrestato nel 2008 su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità. Il 21 marzo 2006, dopo 5 mesi di indagini, sono stati arrestati i nove presunti colpevoli dell’omicidio.Il 3 ottobre 2012 la Corte di Cassazione conferma definitivamente le condanne all’ergastolo di Giuseppe Marcianò come mandante dell’omicidio, Salvatore Ritorto il Killer del politico e Domenico Audino. Secondo i giudici di merito Giuseppe Marcianò con il padre Alessandro – la cui posizione è però da riesaminare – avrebbero ordinato il delitto per motivi di rancore, provati da Alessandro Marcianò, dipendente dell’ospedale di Locri, verso Fortugno. La «colpa di Fortugno» sarebbe stata quella di essere stato eletto al posto di un altro candidato, Domenico Crea, sostenuto dallo stesso Marcianò e che nell’inchiesta sul delitto non è mai stato coinvolto. Fortugno apparteneva alla Margherita.