Francesco Ferlaino, dopo gli studi liceali al Galluppi di Catanzaro, frequenta a Napoli la facoltà di Giurisprudenza. Entra in magistratura nel 1943 e avvia una brillante carriera, peregrinando nei diversi tribunali della Calabria. È un «uomo colto, sensibile, fine latinista, religioso». Pretore e giudice istruttore a Nicastro, sarà anche presidente della Corte di assise a Cosenza, poi di quella di Assise d’appello di Catanzaro. Qui, Ferlaino dirige un processo storico: il processo alla mafia palermitana trasferito per legittimo sospetto a Catanzaro. Il dibattimento assume carattere esemplare in quanto porta in un’aula di tribunale, come imputati, i vertici della mafia accusati della strage di Ciaculli. Ferlaino infligge duri colpi anche all’anonima sequestri calabrese che, in quattro anni, ha sequestrato diversi parenti di imprenditori lametini.