Come Paolo Bottone anche Francesco Alfano era un ragazzo normale, pulito, attivo. Il padre era titolare di una piccola industria del ferro. Francesco lavorava in proprio. Era stato rappresentante di vini e di articoli di cuoio e dava una mano come cameriere nel ristorante del padre di Germana. E poi il suo hobby: il calcio e la “squadretta” che allenava con serietà e passione. Anche per il suo omicidio non si sono trovati killer e mandanti.