A Catania, in occasione dell’incontro di calcio Catania-Palermo, teppisti della curva Nord hanno cominciato a tirare ogni sorta di oggetti dagli spalti e poi, a partita cominciata, hanno bombardato il campo di lacrimogeni al punto che l’arbitro Farina ha dovuto sospendere la gara per una buona mezz’ora. La legge gli avrebbe dato il diritto di annullare l’incontro del tutto. Ma hanno prevalso ragioni di prudenza, il timore che rimandando il pubblico a casa vi sarebbero state proteste ancora più violente. Invece a incontro finito (2 a 1 per il Palermo) gli scontri sono continuati fuori dallo stadio e un gruppo di facinorosi ha colpito a calci o forse con una pietra l’ispettore di polizia Filippo Raciti, 38 anni, due figli. Raciti ha continuato a lavorare a bordo del suo Discovery finché una bomba carta non gli è stata tirata tra i piedi, avvolgendolo tra le fiamme. Portato di corsa all’ospedale Garibaldi è morto dopo neanche un’ora. Per l’omicidio viene condannato a otto anni il giovane ultrà Antonio Speziale