D’Amato ha compiuto la sua carriera all’ Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno e ne diviene   il capo nel novembre 1971. Viene rimosso nel 1974, due giorni dopo la Strage di Piazza della Loggia e inviato a dirigere la Polizia di confine, ma fino alla metà degli anni ottanta continuerà ad avere grande influenza sull’ufficio.È stato accusato di aver svolto un’intensa attività di depistaggio delle indagini e per la copertura dei responsabili delle stragi. Fu iscritto alla P2 di Licio Gelli del quale disse «politicamente, un cretino. Ma come si fa a dire che uno così doveva fare un golpe. Gastronomo, diresse una rubrica di cucina per L’Espresso, sotto lo pseudonimo «Federico Godio» e fu l’ideatore della guida dei ristoranti de L’Espresso. Secondo molti, l’ ex prefetto si sarebbe portato nella tomba un curriculum di storie inconfessabili: dagli attentati al Golpe Borghese, dalla morte di Roberto Calvi a Licio Gelli.