Fausto Dionisi, aveva 24 anni, è stato un Agente della Polizia di Stato, ucciso durante un fallito tentativo di alcuni militanti di Prima Linea, che volevano far evadere alcuni detenuti dal carcere delle Murate. Dall’intervento di una pattuglia della Polizia di Stato scaturì un conflitto a fuoco che scongiurò l’evasione. Dionisi, sposato e con una figlia di due anni e mezzo, fu insignito della Medaglia d’oro al valore civile. Gli assassini che parteciparono al suo omicidio vennero catturati e condannati a 30 anni di reclusione (poi ridotti a 25 in appello), ma ne scontarono in carcere 12. Nel 2000 fu avviata la pratica di riabilitazione per alcuni di essi presso il tribunale di Roma. Nonostante il parere contrario della famiglia della vittima, il tribunale cancellò le pene accessorie ai condannati, consentendone l’eleggibilità a cariche pubbliche. Uno dei condannati per l’omicidio, con l’imputazione di concorso morale (prevista dalla legislazione del tempo) in quanto non prese parte materialmente all’operazione, Sergio D’Elia, è stato eletto nel 2006deputato nelle liste della Rosa nel Pugno. E’ fondatore dell’assocazione “Nessuno tocchi Caino”.