Inizia così il memoriale di Emanuele Patanè, il dottorando della facoltà di Farmacia a Catania morto a 29 anni per un tumore ai polmoni il 5 dicembre 2003.

Il memoriale contiene un lucido resoconto delle condizioni nelle quali chi lavorava nei locali del dipartimento era costretto a operare. Un lungo elenco di anomalie nella conservazione delle sostanze e nel loro smaltimento. E poi gli odori e quei persistenti mal di testa riscontrati anche da chi non faceva parte dell’Università. L’elenco più inquietante, però, è quello delle persone ammalate di tumore o con gravi problemi di salute. Fino all’ottobre 2003 Patanè ne conta otto. Secondo la Procura diCatania, che nel 2008 ha aperto un’inchiesta dopo il ritrovamento del memoriale di Patanè, i giovani deceduti sono 15 mentre in 26 risultano essersi ammalati di tumore. Non solo, le sostanze chimiche senza seguire alcuna procedura di smaltimento erano versate nei lavandini tanto che hanno inquinato il sottosuolo. Della morte di Patanè e del laboratorio dei veleni si è occupata la puntata di Linea Gialla di La7 del 17 Settembre 2013. Sulla vicenda la regista Costanza Quatriglio ha girato il cortometraggio. Con il fiato sospeso.