All’inizio degli anni Settanta la Rai produce e manda in onda uno sceneggiato televisivo Nessuno deve sapere ispirato alla leggendaria primula rossa di San Giovanni di Sambatello. Su di lui c’è un fascicolo di oltre 1000 pagine in cui le sue attività furono definite, dal giudice Marino del tribunale di Locri,delle vere “Opere d’arte della malavita”. Il 16 ottobre 2007 la quarta sezione della corte di assise di Napoli ha pronunciato la sentenza contro Raffaele Cutolo, nato a Ottaviano il 10 dicembre 1941 imputato quale mandante dell’omicidio di Domenico Mico Tripodo avvenuto nel 1976 nel carcere di Poggioreale. Il reato é considerato aggravato da premeditazione e da motivi abietti di supremazia mafiosa. Il Cutolo é dichiarato colpevole e viene condannato all’ergastolo. L’omicidio di Tripodo è raccontato in “Fratelli di sangue”, di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso (Mondadori)