Barnàbo delle montagne del 1933 è il primo romanzo di Buzzati. Dal Corriere del Veneto del 10 Febbraio 2010: «Ora le ceneri di Dino Buzzati potranno essere finalmente disperse sulle Dolomiti. Nell’ultimo giorno di attività, il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge che introduce nuove norme in materia funeraria. Il provvedimento, che introduce l’istituzione dei registri comunali per la cremazione, dà anche la possibilità di disperdere in natura le ceneri cremate». Sul rapporto tra Buzzati e la fede Lucia Bellaspiga ha scritto Dio che non esisti ti prego. Dino Buzzati, la fatica di credere, Àncora libri, 2006. Buzzati (1906)  da crive, disegna, si appassiona alla musica – studia violino e pianoforte – ed alla montagna, cui dedicherà il suo primo romanzo, Bàrnabo delle montagne (1933). Su insistenza della famiglia, intraprende gli studi di Giurisprudenza; ma nel 1928, ancor prima di laurearsi, entra come praticante al Corriere della Sera, giornale che non lascerà fino alla fine dei suoi giorni.Inviato speciale del Corriere ad Addis Abeba nel 1939 e cronista di guerra nel ’40 sull’incrociatore Fiume, ancora nel ’40 vede pubblicato il libro che gli procura fama internazionale ed è considerato unanimemente il suo capolavoro, Il deserto dei Tartari: alle soglie del conflitto,  immagina l’allegoria esistenziale del tenente Giovanni Drogo, destinato a trascorrere la propria esistenza in una fortezza sperduta, in un’epoca non precisata, nell’inutile attesa di un nemico che non arriva (Valerio Zurlini ne trarrà, nel 1976, una pellicola di grande suggestione). Sessanta racconti  del 1958, vince il premio Strega).