“Il partito dei palazzinari governa la città”. Lo denunciava a metà degli anni Ottanta l’ingegnere ed ispettore del Lavoro Demetrio Quattrone, assassinato insieme con l’amico Nicola Soverino il 28 settembre 1991. In uno scritto rinvenuto tra le carte del professionista e dedicato al ruolo dell’industria delle costruzioni nell’assetto urbanistico, Quattrone analizza con spietata lucidità i guasti di un sistema – quello del boom edilizio a Reggio Calabria – fondato sullo sfruttamento dei “cottimisti”, sull’abuso, sull’assoluto disprezzo di ogni regola. Al centro del sistema “il partito dei palazzinari”, capaci, denunciava Quattrone, di manovrare l’attività dell’ufficio urbanistico del Comune. I versi citati all’inizio sono della canzone “Povera patria” di Franco Battiato, che è del 1991.