I versi finali sono della canzone “Coda di lupo” di Fabrizio De Andrè, contenuta nell’album Rimini del 1978. Durante un comizio alla Sapienza di Roma, il segretario generale della CGIL, Luciano Lama, viene violentemente contestato da un gruppo di giovani militanti dei circoli proletari. Già dalle prime ore della mattina i contestatori hanno appeso all’interno dell’Università un fantoccio di polistirolo che rappresenta Lama e striscioni denigratori (“Non Lama nessuno”). Durante il comizio, il clima, già teso, si surriscalda e iniziano gli scontri fra il servizio d’ordine del sindacato e i militanti dei movimenti extra-parlamentari, che assaltano il palco dal quale Lama sta tenendo il comizio. L’episodio è emblematico della rottura ormai consumata tra il Sindacato e il Pci da una parte, e i movimenti della sinistra extraparlamentare dall’altra.