Il corsivo è di Don Italo Calabrò. La madre di Daniele Polimeni, barbaramente ucciso con modalità tipiche della mafia, non si è mai data pace e ha lottato fino all’ultimo per ottenere la verità sulla morte di suo figlio. Daniele, 19 anni, cresciuto nel quartiere di Santa Caterina, la maglia della Reggina sempre nel cuore, il 30 marzo viene bruciato mentre era ancora a vivo in una località nei pressi di Favazzina, a pochi chilometri da Reggio Calabria. Il metodo è quello che il codice vigliacco della ‘ndrangheta impone, nessuna traccia deve essere trovata. Gli assassini gli rubano la macchina e poi bruciano anche questa.