Claudio Varalli, studente presso un Istituto tecnico milanese e aderente al Movimento Lavoratori per il Socialismo, fu ucciso da un militante di Avanguardia Nazionale, Braggion. che era stato assalito. Al processo celebrato tre anni più tardi nel 1978 pur avendo stabilito la sentenza che contro Braggion «l’aggressione del gruppo dei giovani fu improvvisa, rapidissima, premeditata, violentissima» , fu condannato a cinque anni per eccesso colposo in legittima difesa e altri cinque per denzione abusiva di arma. Pena ridotta in secondo grado a tre anni più tre sempre per le medesime accuse. Dieci militanti del Movimento studentesco che parteciparono all’aggressione contro Braggion furono anch’essi processati per lesioni e danneggiamento ma infine prosciolti per prescrizione. Tra costoro anche Stefano Boeri che divenne poi un noto urbanista che a distanza di molti anni confermò come i fatti andarono “essenzialmente come dice la sentenza”, sottolineando come la responsabilità dell’aggressione fosse da attribuire ai capi del Movimento Studentesco.