Michele Greco, durante il maxiprocesso di Palermo, si dichiarò estraneo all’omicidio, e Giovanni Bontate lo definì “un atto di barbarie” non collegabile con la mafia. L’episodio è raccontato da Enrico Deaglio in Raccolto Rosso. Secondo il pentito di mafia Giovanbattista Ferrante, Domino sarebbe stato ucciso perché testimone involontario di scambi di stupefacenti tra spacciatori: Ferrante aveva dichiarato di essere stato il killer di una persona, Salvatore Graffagnino, che egli riteneva l’assassino del bambino; l’ordine di uccidere Graffagnino sarebbe arrivato da Giovanni Brusca, in quello che fu definito un assassinio “pedagogico”. Secondo la Corte d’Assise di Palermo la madre del piccolo Claudio avrebbe avuto anche una relazione con Graffagnino.