Il 18 luglio 1979, ancora desiderosi di vendetta dopo l’omicidio di Caggegi e Azzaroni al Bar dell’Angelo, i militanti di Prima Linea organizzarono l’agguato, all’interno del bar dell’Angelo, contro il proprietario del locale, Carmine Civitate, ritenuto erroneamente, sulla base di informazioni confuse, l’autore della delazione che aveva allertato la polizia e permesso di cogliere di sorpresa Caggegi e la Azzaroni. Civitate venne ucciso da Bignami e Marco Donat-Cattin; solo in un secondo tempo i terroristi appresero la totale estraneità del proprietario del locale ai fatti che invece furono la conseguenza della segnalazione del proprietario della tabaccheria vicino al bar che, avendo notato i quattro giovani nella Fiat 128 e avendo venduto maschere di carnevale ai due giovani sconosciuti (Azzaroni e Caggegi), aveva avvertito con una telefonata la polizia. Tante le vittime del terrorismo anche nel mese di Luglio del 1979: il 1° Luglio a Milano Luigi Mascagni, 24 anni, studente universitario, ex esponente di Lotta Continua, è ucciso a colpi di pistola alla schiena. Il cadavere è trovato nel Parco Lambro. Il 13 Luglio a Roma il colonnello dei carabinieri Antonio Varisco, è ucciso da un commando delle Br. A Torino artolomeo Mana, che era entrato nella sede della Cassa di risparmio di Druento durante una rapina, viene ucciso con un colpo di pistola sparato da uno dei rapinatori. Per questo delitto è spiccato un mandato di cattura per Vito Biancorosso, 22 anni, appartenente alle Squadre proletarie territoriali.