Carlo Digilio aveva aperto il terzo filone dell’inchiesta su Piazza Fontana: quella che aveva portato al coinvolgimento della cellula veneziana e mestrina di Ordine Nuovo. Era stato un neofascista, esperto di esplosivi grazie all’esperienza fatta nell’esercito, sospettato di aver confezionato gli ordigni per numerosi attentati. Digilio è stato l’unico non assolto di tutte le inchieste per la strage di Milano, degli undici processi che non hanno individuato i responsabili. Gli ex esponenti di Ordine Nuovo – Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi – da lui indicati come direttamente coinvolti nella strage, sono stati condannati in primo grado all’ergastolo, con Giancarlo Rognoni, ma in appello sono stati assolti, anche se con la formula del dubbio. Per Digilio il reato di strage fu invece considerato prescritto, sia in primo che in secondo grado: gli furono così concesse le attenuanti.