Casalegno era vicedirettore de La Stampa. fu vittima di un agguato da parte di un gruppo di fuoco della colonna torinese delle Brigate Rosse formato da Raffaele Fiore, Patrizio Peci, Piero Panciarelli e Vincenzo Acella. Tra i libri che ricostruicono la sua vita: Andrea Casalegno, L’attentato, chiarelettere, 2008. Scrive Marcello Sorgi: «A condannare Carlo Casalegno fu un articolo pubblicato sulla prima pagina della Stampa il 9 novembre – “Terrorismo e chiusura dei ‘covi’” – in cui denunciava: “Al terrorismo, rosso e nero, si aggiunge un duplice squadrismo, d’estrema destra e d’estrema sinistra, che nel nostro Paese ha assunto proporzioni sconosciute nel resto dell’Occidente”. E tuttavia si opponeva alle proposte di leggi speciali: “Le leggi già in vigore offrono tutti i mezzi necessari per combattere l’eversione, purché siano applicate con risolutezza imparziale contro tutti i violenti e i loro complici, e per tutti i reati”».