Caposcuola indiscusso dell’avanguardia musicale europea del secondo dopoguerra, ne visse tutte le vicende senza perdere mai il contatto con la storia, come testimonia la sua immensa attività di interprete e revisore del repertorio del passato. Il vasto cordoglio suscitato dalla sua prematura scomparsa è testimoniato anche dal numero di composizioni che furono dedicate alla sua memoria, tra le quali il Rituel in Memoriam Bruno Maderna di Pierre Boulez, Calmo di Luciano Berio ed il Duo pour Bruno di Franco Donatoni. Fu tra i precursori dello strutturalismo, assieme ai colleghi Stockhausen, Boulez e Nono, così come fu tra i primi ad indagare le possibilità offerte dall’alea (a questo riguardo, la sua Serenata per un satellite del 1969 viene universalmente considerata come uno dei momenti di più alto lirismo ottenuti con l’utilizzo di tecniche aleatorie). Allo stesso tempo, fu precursore dell’impiego dei mezzi musicali elettronici (il suo brano Musica su due dimensioni fu il primo in assoluto a prevedere l’interazione tra un musicista dal vivo ed un nastro registrato).