Il terremoto dell’Ipinia, che colpì Campania e Basilicata, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Fu Alberto Moravia, in Ho visto morire il Sud a scrivere: «Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano». I soccorsi arrivarono in ritardo e la ricostruzione continua ancora oggi ad essere un grande scandalo, con diverse inchieste della magistratura. Sarà Indro Montanelli, qualche anno dopo, a scrivere: «L’uso di 50-60mila miliardi stanziati per l’Irpinia rimase un porto nelle nebbie [...] quel terremoto non aveva trasformato solo una regione d’Italia, ma addirittura una classe politica». Nel 2010 è stato girato 90 secondi, un documentario diretto da Giuseppe Rossi incentrato sul terremoto dell’Irpinia del 1980. È visibile qui. Il calcolo di 66 miliardi di euro è stato fatto dal giornalista Sergio Rizzo.
Scrive Sergio Rizzo in Se muore il Sud (Feltrinelli, 2013) scritto con Gian Antonio Stella, che «nelle sei province del cratere sismico, allargato a dismisura dall’efficentissima macchina clientelare, spuntarono in un battibaleno ben 26 nuove casse rurali. Nove soltanto nella provincia di Avellino. Tra le quali uno a Nusco, il paese di Ciriaco De Mita».