Era il motto di Antonio Neiwiller, morto a 45 anni di leucemia, che ha riempito di contenuti il concetto di teatro contemporaneo in Italia. L’autore fondò Teatri Uniti assieme a Toni Servillo e Mario Martone. Tra gli anni Settanta e i Novanta è stato un protagonista controcorrente del teatro italiano, un artista del cambiamento e dell’innovazione. Tra i suoi lavori Ti rubarono a noi come una spiga (1974), Berlin Dada (1977), Anemic Cinema (1979), Titanic (1983), Darkness (1984). Come attore di cinema ha recitato in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone e in Caro diario di Nanni Moretti. Nell’aprile 2012 il fotografo Cesare Accetta ha esposto al Palazzo delle Arti di Napoli (PAN) la retrospettiva Dietro gli occhi sulla ricerca teatrale nel periodo 1976-1996 dedicandola a Neiwiller, cui è riservata una sezione della mostra con rari documenti fotografici di scena.