Un nucleo di fuoco delle Brigate Rosse, costituito da tre uomini, uccise, mentre si trovava a bordo di un autobus, il commissario di polizia Antonio Esposito, dirigente del commissariato di Nervi e in precedenza impegnato nell’attività di contrasto del terrorismo di sinistra. I brigatisti dopo aver colpito la vittima, fecero fermare l’autobus e riuscirono a fuggire a bordo di un’auto pronta in attesa con un quarto terrorista. L’omicidio del commissario Esposito fu il primo attentato mortale compiuto dalle Brigate Rosse dopo la fine del sequestro Moro e fece grande impressione a Genova. Nonostante le difficoltà iniziali delle indagini e la costante crescita nel 1978 e 1979 dell’attività criminale della colonna brigatista di Genova, negli anni successivi, a partire dalle confessioni di Patrizio Peci e di altri militanti dell’organizzazione, i quattro componenti del nucleo operativo responsabile dell’agguato mortale, che avevano continuato la sanguinosa militanza nelle Brigate Rosse, furono tutti identificati e arrestati: Francesco Lo Bianco nel 1982, Luca Nicolotti nel 1980 e Adriano Duglio, che avrebbe collaborato con la giustizia, nel 1981; Riccardo Dura invece sarebbe morto il 28 marzo 1980 nel corso della tragica irruzione dei carabinieri nell’appartamento di via Fracchia a Genova.