L’articolo di Sciascia, del 2 Aprile 1982, è intitolato: L’Italia dei delitti senza meta. Professore di Criminologia forense all’Università di Roma, Semerari viene definito da Stefania Limiti nel Doppio livello (Chiarelettere 2013) “un professionista al servizio di fascisti e camorristi, un uomo che incarna il doppio livello dell’agenzia del crimine”. Nel 1962, in una sua perizia, Semerari aveva definito Pasolini un “psicopatico dell’istinto”. La figura di Semerari ha ispirato il personaggio del professor Sargeni (Cervellone) nel libro Romanzo criminale, scritto nel 2002 da Giancarlo De Cataldo. Su Semerari, al centro di tanti misteri d’Italia, Corrado De Rosa ha scritto: La mente nera.