Achille Compagnoni fu convocato nel 1953 da Ardito Desio per far parte della spedizione italiana che nel 1954 avrebbe tentato la salita al K2, la seconda montagna più alta del mondo. Il 31 luglio 1954 Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, di undici anni più giovane, furono i primi due uomini nella storia a vincere la vetta del K2. L’impresa fruttò a Compagnoni una medaglia d’oro al valore civile e, nel cinquantenario, la nomina a cavaliere di Gran Croce. Nella scalata riportò però il congelamento di alcune dita delle mani; ciò gli causò un lungo ricovero al rientro dalla spedizione. Due polemiche accompagnarono Compagnoni, la prima sui diritti d’autore del documentario che raccontava l’impresa, e la seconda sull’utilizzo delle maschere di ossigeno.Contrariamente a quanto sostenuto da Compagnoni, è ormai acclarato che la vetta del K2 fu scalata con l’utilizzo dell’ossigeno fino in cima. I comportamenti  non corretti di Compagnoni furono confermati da Lacedelli nel 2004, l’anno del cinquantenario, intervistato da Giovanni Cenacchi in un libro che fece rumore non solo il mondo alpinistico. E’ emerso inoltre che Walter Bonatti, il più in forma della spedizione, fu lasciato indietro dai compagni, e, diversamente da loro, non ha mai fatto ricorso alle bombole di ossigeno.